Corte San Pietro

Nel cuore degli antichi Rioni Sassi, una struttura abbandonata e in disuso, risalente al 1600, distribuita intorno ad una corte, è stata restaurata e reinventata per accogliere gli spazi nuovi di un Albergo.

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Il progetto ha previsto un intervento di restauro attento e rigoroso nel rispetto dell’architettura originaria.  Sono state eliminate le superfetazioni, le contaminazioni, gli strati di  pavimentazioni più recenti  ed è stata messa in luce la trama delle antiche murature in tufo sormontate da volte: la struttura storica è stata messa a nudo e assunta come testimonianza architettonica con cui confrontarsi e dialogare.

Le antiche case a piano terra, trasformate in raffinate camere d’albergo, reception e  sala colazione, si affacciano su una corte comune che è tornata al suo antico splendore grazie ad un paziente lavoro di recupero della originaria pavimentazione (le cosiddette “chiancarelle”). La corte, di sera, illuminata dalla luce delle candele diventa un luogo suggestivo e raccolto che genera calore e protezione.

Tutte le camere  sono rigorosamente monocromatiche, caratterizzate da tonalità castane che vanno dal beige della pietra al marrone del legno e del ferro cortèn. Il gioco della mescolanza della pietra locale, del legno e del ferro si ripete in ogni camera con differenti proporzioni seguendo un disegno lineare ed essenziale. In questi luoghi, elementi poveri solitamente associati ad uno stile rustico,  assumono leggerezza e modernità.

Una luce intensa filtra dalle porte d’ingresso realizzate in ferro o in legno, sapientemente lavorate a mano, che attraverso le chiare tende di lino invade il primo ambiente di ogni camera destinato a salotto e area relax. Gli ambienti successivi, quelli più privati, scavati nella roccia, sono invece illuminati da piccole  finestre poste sulle volte, cosiddette “bocche di lupo”le quali creano fasci di luce direzionati,   alternati ad ampie zone di ombra intime e suggestive.

La ricerca costante di un legame tra gli ambienti interni e la corte esterna (impreziosita dal recupero delle “chiancarelle” originarie),  ha fatto sì che la scelta della pavimentazione delle camere ricadesse sulla chianca. La pavimentazione, unica per tutti gli ambienti, bagni compresi, è in lastre di pietra di Trani di colore chiaro cosiddetta, appunto, chianca.

Archi di tufo introducono alle stanze da bagno, ambienti intimi ed avvolgenti, caratterizzati da nicchie e cavità che accolgono ampie vasche da bagno e docce  in pietra. I bagni, privi di porte, si affacciano direttamente nella zona living. I rivestimenti delle pareti in tufo, su cui poggiano i sanitari, e delle vasche in muratura sono in lastre di pietra calcarea, cosiddetta Mazzaro.  Estratto nelle cave della vicina Puglia, il Mazzaro possiede una colorazione simile a quella del tufo. La terra, la chianca, il colore naturale della pietra diventano parete, soffitto e  seduta.

L’arredamento, ad eccezione del tessile, è costituito da antichi mobili risistemati e oggetti recuperati: antiche cassapanche in castagno diventano porte, mensole o tavoli; strutture di vecchie sedie in legno diventano porta salviette; sezioni di vecchi tronchi diventano sedute o comodini.

Durante l’esecuzione dei lavori sono state ritrovate otto antiche cisterne, ambienti ipogei caratterizzati dalla tipica forma a campana,  testimonianza dell’antico sistema di approvvigionamento delle acque, esempio eccellente di sviluppo sostenibile. In passato, attraverso grondaie, pluviali e canalette l’acqua delle precipitazioni meteoriche veniva incanalata nelle cisterne rinvenibili in ogni abitazione. Le cisterne saranno presto visitabili attraverso percorsi  stretti ed  impervi di rara suggestione. Attraversare l’instabile silenzio di una cava e adattarsi gradualmente al lucore dei suoi spazi, sarà come essere risucchiati in un’altra dimensione, dove cogliere il senso più profondo e ancestrale di questi luoghi e di questa terra.  Sarà  la Spa dell’anima, uno spazio in cui poter nutrire l’anima e provare un forte senso di benessere.

Crediti fotografici: © Piermario Ruggeri

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